Nuove tecnologie nell'attivitą parlamentare

CNEL - FTI - 22/03/1999 - Roma

Da tempo i problemi della legislazione sono di interesse generale, non solo degli esperti e degli addetti ai lavori. Infatti emanano norme - strumento di governo e regole di condotta per cittadini ed imprese - una molteplicità di soggetti: l'Unione Europea, lo Stato italiano, le Regioni e, in senso lato, anche il governo locale.

La contaminazione legislativa (vedasi A.A. Martino, "La progettazione legislativa nell'ordinamento inquinato", Studi parlamentari e di politica costituzionale, 1977, Anno X, n.38, pp.1-21) vale a dire il proliferare delle norme e la pratica impossibilità di eliminare le "scorie" normative (norme tacitamente abrogate) è oggi uno dei maggiori problemi. Conseguentemente, non si riesce a determinare facilmente e con certezza quale sia l'ordinamento in vigore, e la Corte Costituzionale in una celebre sentenza del 1984 ammise la "ignorantia juris" in materia penale. Tale situazione desta una reale preoccupazione in Italia e in altri paesi. Di tale preoccupazione si ha traccia nel fatto che una delle "leggi Bassanini" impone alle Regioni il riordino di tutta la loro legislazione, nel fatto che il Regolamento della Camera dei Deputati italiana ha istituito una Commissione per la qualità della legge così come, in Argentina, la legge 24.967 è stata finalizzata alla creazione del Digesto Argentino, cioè il riordino delle 25 mila leggi promulgate in 150 di storia.

Il Panel si propone di approfondire le seguenti questioni:

Come aiutare il legislatore del 2000? Attraverso la formazione? Da parte di chi, come, quando, in che modo, con quali metodi, intorno a quali discipline?
Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione possono costituire un valido aiuto per il legislatore? Vi sono in questo specifico settore sistemi (o programmi ) validi?
Vi sono sistemi di creazione, consultazione, certificazione e conservazione delle leggi più efficienti di quelli attuali. Se sì, chi li ha già sperimentati? Come si devono costruire?
Se è cambiato il modo di comunicare deve cambiare anche il modo di fare la legge? Se sì, come? E, indipendentemente da questo, deve cambiare il modo di comunicare la legge? Se sì, come?
Cosa cambia con il documento informatico e la firma digitale in materia legislativa?
Cosa cambia con l'uso delle reti (videoconferenze, Internet, ..)?

Coordina Antonio A. Martino, Università di Pisa, CTS/FTI

Sono intervenuti

Dott. ALESSANDRO DIOTALLEVI, CAMERA DEI DEPUTATI

Cons. ETTORE GIANNANTONIO, CED CORTE DI CASSAZIONE

Dr.ssa MARIA LUIGIA GIORIA, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

On.le ALBERTO LEMBO, CAMERA DEI DEPUTATI

Ing. ENNIO LUCARELLI, CNEL

Prof. CARLO PINZANI, CNEL

Ing. PIERAUGUSTO POZZI, FTI

Cons. MARIO SAI, CNEL