Com.Lab. 2008 - Stati generali della Comunicazione Pubblica in Italia e in Europa

06/10/2008 - Bologna, palazzo Re Enzo

Messaggio del Ministro per l'Innovazione e le Pubbliche Amministrazioni Renato Brunetta


Signor Presidente Mombelli, Signor Presidente Zémor, Autorità, Signori convegnisti, Signore e Signori, sono particolarmente lieto di inviare i miei più calorosi auguri di buon lavoro in occasione degli "Stati generali della comunicazione pubblica in Italia e in Europa" COMlab, qui a Bologna.
Purtroppo, a causa di improrogabili impegni di governo non mi è possibile partecipare alla vostra manifestazione, ma desidero poter ugualmente contribuire al dibattito con questo mio breve messaggio.
Come ormai avviene in gran parte del mondo, la comunicazione pubblica sta cambiando aspetto. Stiamo passando dalla propaganda ai fatti: le istituzioni hanno cominciato a parlare direttamente ai cittadini e, attraverso la comunicazione e la trasparenza, le amministrazioni riescono, meglio che nel passato, a contribuire al rilancio del Paese.
La parola chiave è "dialogo": occorre sviluppare un nuovo sistema di comunicazione, che punti ad una visione "attiva" del diritto di cittadinanza. Il concetto che tutti noi, operatori pubblici al servizio del Paese, dobbiamo ben tenere a mente è che il livello di democrazia si misura in base al rispetto delle regole e alle possibilità concrete, da parte dei cittadini, di esercitare i propri diritti. E parlo soprattutto dei più deboli, dei meno abbienti, dei più svantaggiati.
I "nuovi diritti della persona" sono al primo punto di quella visione della pubblica amministrazione "trasparente" che sto disegnando con il "piano industriale della PA". La legge 133/2008, il disegno di legge delega in discussione al Senato e il disegno di legge in discussione alla Camera, sono gli strumenti legislativi a sostegno di questo piano, che si affiancano ad una nostra costante presenza in tutte le iniziative più importanti del governo.
Bisogna recuperare tutto il tempo perduto e lo stiamo già facendo attraverso tecnologie innovative, la responsabilizzazione della dirigenza, l'eliminazione delle spese inutili, la battaglia contro l'assenteismo e la valorizzazione del merito. I cittadini hanno diritto al netto miglioramento della qualità dei servizi e ad un impiego più razionale e trasparente delle risorse a disposizione della pubblica amministrazione, tanto a livello locale quanto a livello centrale. C'è un capitale di professionalità, di impegno civile, di etica del lavoro all'interno degli uffici pubblici, che finora è rimasto nascosto, quasi soffocato dal comportamento di quanti - e sono per fortuna una minoranza - si sono comportati come se la pubblica amministrazione fosse una comoda nicchia in cui adagiarsi, e non un luogo dove si lavora per tutti e nell'interesse di tutti.
Bisogna quindi costruire un patto che consenta di superare, partendo dalle eccellenze, il divario tra nord e sud, tra pubblico e privato, tra istituzioni e cittadini, clienti dei pubblici servizi. Qui entra in campo la comunicazione.
La professione del comunicatore è certamente assai difficile: deve confrontarsi con le sfide di un mercato in continua evoluzione attraversato da messaggi, a volte ambigui e contraddittori. Essenziale, quindi, diventa il ruolo del comunicatore istituzionale, che deve superare muri di diffidenza e difficoltà tecniche pur di far giungere ai cittadini il corretto messaggio della pubblica amministrazione. Si tratta di un ruolo cruciale, imprescindibile per migliorare il livello di civiltà del nostro Paese.
Chiedo ai comunicatori, tutti, di dare una mano alla pubblica amministrazione, come già hanno fatto tante volte nel passato. Mi auguro e vi auguro che da questo convegno possano emergere stimoli utili e interessanti suggerimenti per noi che, giorno per giorno, ci impegniamo a fondo nella difficile area del governare.
Buon lavoro

Renato Brunetta