La rete per imparare

Didaforum Italia - 21/09/2000 - Bologna

In collaborazione con COM-PA 2000. Più della metà delle imprese italiane sembra orientata ad incrementare in modo significativo gli investimenti destinati all'acquisto di nuove tecnologie per la formazione del personale. E' quanto emerge dalla ricerca di Didaforum Italia, iniziativa dedicata alle Nuove Tecnologie Educative e dell'Apprendimento (NTEA) di FTI-Forum per la Tecnologia dell'Informazione. L'indagine è stata presentata da Leopoldina Fortunati, sociologa delle comunicazioni, oggi a Bologna nell'ambito del Compa-Salone della comunicazione pubblica e dei servizi ai cittadini durante il convegno "La rete per imparare: nuovi strumenti educativi nella transizione", coordinato da Franco Ratti di IAFE. La ricerca è stata effettuata nei primi mesi del 2000 su un insieme rappresentativo di pubbliche amministrazioni, banche, industrie, imprese di servizi. Dai dati emerge che l'ammontare delle risorse impiegate per ciascun intervento formativo realizzato con NTEA è abbastanza ridotta (in media si parla di finanziamenti compresi tra 50 e 100 milioni di lire) e che la maggior parte degli enti che ricorre alle nuove tecnologie le utilizza per l'apprendimento a distanza supportato da un tutor (74%) mentre le infrastrutture più usate sono quelle di derivazione Internet e in particolare Intranet. I dati della ricerca fanno prevedere per l'immediato futuro una notevole espansione del courseware in rete e del Web based training che ne costituisce il successivo gradino di sviluppo, ed un impulso all'utilizzo della videoconferenza. La maggior parte dei soggetti intervistati attribuisce a difficoltà di tipo tecnico e organizzativo i problemi di diffusione dei nuovi strumenti educativi. Solo in percentuale ridotta (circa il 20%), i sistemi e gli apparati non vengono utilizzati perchè ritenuti non sufficientemente adeguati dal punto di vista della qualità formativa, in particolare per quanto riguarda la formazione dei formatori. Molto pochi, circa il 15%, dichiarano di non prendere in considerazione le nuove tecnologie per i costi elevati. Le imprese che le hanno utilizzate ne riconoscono i vantaggi anche se non hanno riscontrato differenze sotto il profilo di una maggiore celerità nell'apprendimento da parte del personale. Tra i punti a favore dell'integrazione tra telematica e formazione aziendale, secondo la ricerca FTI, gli enti intervistati indicano la maggiore omogeneità nei livelli e nelle procedure di preparazione del personale, la riduzione dei costi di trasferta ed operativi e la ripetibilità degli interventi. Un livello di soddisfazione che trova conferma nel fatto che la maggioranza degli intervistati prevede di incrementare gli investimenti in questo settore.
Il seminario è stato coordinato da Franco Ratti (IAFE)ed hanno partecipato tra gli altri: Leopoldina Fortunati (FTI), Luciano Catalano (Ministero Pubblica Istruzione), Ubaldo Fanton (Provincia di Treviso), Paolo Battezzati (Isvor FIAT)