Standardizzazione ICT e industria nazionale

CNEL - FTI - 23/03/2000 - Roma

La storia della standardizzazione nelle telecomunicazioni è abbastanza diversa da quella relativa all'informatica. Ma la convergenza digitale impone ora di considerare l'evoluzione tecnico-normativa dell'ICT (Information&Communication Technology) in modo unitario.

Il fenomeno delle telecomunicazioni è stato, dal suo nascere, di natura internazionale. La necessità di far cooperare le varie reti nazionali diede, da subito, impulso agli standard di interconnessione. La trasmissione di informazioni codificate ed il suo mercato di prodotti (di utente e di rete) e di servizi di portata mondiale fece il resto, spingendo la standardizzazione sempre più verso implicazioni di utente finale. Nessuno discute l'utilità degli standard internazionali, ma da sempre il loro processo è ritenuto troppo lungo, se misurato a fronte delle esigenze del mercato.

Grandi progressi sono stati fatti, mediante "scorciatoie lecite" e aumenti di produttività dei gruppi di standardizzazione: si è passati dal lustro necessario negli anni '80 ai 18 mesi necessari oggi per dare la luce ad uno standard di qualche complessità. Ma nel frattempo anche il mercato ha accelerato i suoi ritmi e ridotto drasticamente i tempi di obsolescenza dei prodotti. Oggi il mondo della standardizzazione formale vive con tensione la competizione con gli "Standard de facto" e con i prodotti proprietari di successo. Anche qui il mondo Internet è protagonista, con la IETF (Internet Engineering Task Force) che sforna specifiche di protocolli a raffica. Cosa fare?

Da una parte ci sono la esigenza di eccellenza tecnica e di accettazione, da parte del mercato, che uno standard formale deve realizzare; dall'altra c'è l'esigenza di dettare con tempestività norme a grandi fenomeni, in parte già realizzatisi sotto i nostri occhi. Ci si riferisce alla integrazione di reti e servizi diversi in modo "seamless" alla percezione dell'utente, es: il terminale cellulare che viene utilizzato per navigare su Internet ovvero si collega ad una distributore di programmi televisivi per recepire brevi informazioni multimediali " al volo".

Il nostro, uno dei Paesi maggiormente industrializzati, è sempre stato membro degli Enti di standardizzazione internazionali. Scopo del Panel sarà quello di approfondire i seguenti quesiti:


C'è la prospettiva di produrre gli standard alla "velocità del mercato"?
Quali sono oggi le aree nelle quali più si sente la mancanza di standard?
Come si pone l'industria nazionale nei confronti degli standard: influisce sulle scelte, semplicemente li accetta?
A fronte di una certa funzionalità o un certo servizio, è preferibile la assoluta unicità dello standard o una (piccola) pluralità di soluzioni standardizzate sul mercato?
Coordina: Nicola Colecchia, Comitato Tecnico-Scientifico FTI

Presiede: Mario Sai, Presidente IV Commissione Politiche Fattori Orizzontali CNEL

Sono intervenuti:

Ing. ANDREA MACCHIONI, ISCTI - MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

Dr.ssa MARZIA MINOZZI, CONFINDUSTRIA

Dr. MASSIMO LANZAVECCHIA, LEGACOOP

Ing. SERGIO ANTOCICCO, ANUIT

Ing. MASSIMO DI GIACOBBE, MAFRAU

Dr. CARLO CAVAZZA, SIEMENS ICN

Dr. RAFFAELE GRECO, CEI

Dr. MARIO BLANKEMBURG, BULL

Dr. GIANCARLO GRISANTI, ALBACOM

Dr.ssa ERSILIA DI BARTOLO, FEDERCOMIN

Dr. GUIDO GENTILI, SOGEI

Ing. LUIGI PALAGIANO, AUTORITA' NAZIONALE SICUREZZA - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Ing. CORRADO LENZI, AUTORITA' NAZIONALE SICUREZZA - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Ing. FRANCESCO LITRICO, AUTORITA' NAZIONALE SICUREZZA - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Dr. GAETANO BIANCHI, SMAU

Ing. MARCO BOZZETTI, ENI

Dr. MARIANO LUPO, MINISTERO DELLE FINANZE

Dr. PIERO LUIGI IOZZI, MINISTERO DELLE FINANZE

Dr. MARCELLO COLELLA, INPS

Prof. ALESSANDRO ALBERIGI QUARANTA, UNIVERSITA' DI MODENA E CTS - FTI

Dr. GIORGIO NOVELLA, RIMORCHIATORI RIUNITI

Prof. GIORGIO PACIFICI, FTI

Ing. PIERAUGUSTO POZZI, FTI