Il manuale del telelavoro per la piccola e media impresa

Edito da: Franco Angeli 1999
Iniziativa: Ergoforum Italia

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Autori:
Giorgio Pacifici
Teresa Nastasi


Il telelavoro è un miraggio fantastico o una realtà presente? Conviene soltanto alle grandi o anche alle piccole e medie imprese? Occorre fare grandi modifiche organizzative per realizzarlo? E difficile da realizzare? Richiede investimenti cospicui? O può essere realizzato con investimenti ridotti? E' proprio vero che attraverso il telelavoro si possono creare nuovi posti di lavoro? E quanti? E la legislazione in materia com'è? A tutti questi interrogativi cerca di dare una risposta questo manuale che si differenzia dagli altri volumi "scientifici" finora apparsi sull'argomento telelavoro. Esso è infatti destinato ad un pubblico ben preciso, quello dei piccoli e medi imprenditori che vogliono sapere concretamente in che cosa consista il telelavoro, quale sia la sua disciplina giuridica, quali siano gli strumenti attraverso i quali esso può essere realizzato all'interno delle loro aziende. Ma soprattutto vogliono poter comparare costi e benefici per decidere se, come si usa dire, "il gioco valga la candela", se cioè l'investimento che dovrà essere affrontato per realizzare uno o più parti di telelavoro darà all'impresa piccola e media vantaggi economici tangibili in termini di riduzione dei costi. Il libro riporta anche alcune schede di esperienze di telelavoro realizzate nel nostro Paese, che possono formare rilevanti elementi di valutazione, esempi di postazioni di lavoro per il telelavoro, indirizzi Internet ai quali attingere nuove informazioni.

Giorgio Pacifici, sociologo dei fenomeni politici ed economici, ha diretto uffici studi di istituti di ricerca, di imprese e di enti della Pubblica Amministrazione. Insegna preso l'Institut des Etudes Politiques di Parigi. Presidente del Forum per la Tecnologia dell'Informazione e di ARCO - Istituto per la Ricerca Comparata ed Interdisciplinare.

Teresa Nastasi, laureata in Scienze Politiche, ha svolto un tirocinio presso la Direzione generale Cultura, Comunicazione, Informazione e Audiovisivo della Commissione Europea (Bruxelles). Ha collaborato con FTI e ARCO nell'ambito delle attività di ricerca e informazione riguardanti il tema del telelavoro.